• Il Corso di Laurea in Patrimonio e Turismo Culturale nasce come rielaborazione ed evoluzione del precedente Corso di Laurea in Beni Culturali e intende fornire agli studenti un’adeguata preparazione umanistica unita alle conoscenze sui patrimoni culturali, materiali e immateriali, e alle competenze in materia di tutela, valorizzazione, fruizione e comunicazione dei patrimoni stessi. Tale preparazione è aperta anche alla relazione con i saperi e le tecnologie digitali applicate al mondo dei beni culturali.

    Il corso si propone di offrire competenze anche di tipo turistico, relative alla capacità di informazione, divulgazione, management e progettazione di itinerari turistico-culturali.
     

Caratteristiche del corso
Anno accademico:
2021
Tipo di corso:
Corso di laurea
Durata:
3 anni
Classe:
L-1

Classe delle lauree in Beni culturali

CFU:
180 CFU
Organizzazione del corso
Struttura afferente:
Dipartimento di Studi Umanistici, Lettere, Beni Culturali, Scienze della Formazione
Tipo di accesso:
Libero
Codice identificativo:
1069
Il piano degli studi
Anno di corso: 1
Obbligatori UN INSEGNAMENTO A SCELTA TRA UN INSEGNAMENTO A SCELTA DISCIPLINE STORICHE UN INSEGNAMENTO A SCELTA TRA UN INSEGNAMENTO A SCELTA TRA
Anno di corso: 2
Obbligatori UN INSEGNAMENTO A SCELTA TRA UN INSEGNAMENTO A SCELTA DISCIPLINE STORICHE UN INSEGNAMENTO A SCELTA TRA ATTIVITA' A SCELTA DELLO STUDENTE ATTIVITA' A SCELTA DELLO STUDENTE (fra 1 e 12 CFU)
Anno di corso: 3
Obbligatori UN INSEGNAMENTO A SCELTA DI LINGUA UN INSEGNAMENTO A SCELTA DISCIPLINE STORICHE DUE INSEGNAMENTI A SCELTA TRA
Anno di corso: 1
Obbligatori UN INSEGNAMENTO A SCELTA TRA
Anno di corso: 2
Obbligatori UN INSEGNAMENTO A SCELTA TRA ATTIVITA' A SCELTA DELLO STUDENTE ATTIVITA' A SCELTA DELLO STUDENTE (fra 1 e 12 CFU)
Anno di corso: 3
Obbligatori UN INSEGNAMENTO A SCELTA DI LINGUA UN INSEGNAMENTO A SCELTA TRA DUE INSEGNAMENTI A SCELTA TRA

Programma, testi e obiettivi

Status professionale conferito dal titolo.
Operatore nei Beni Culturali
Il corso offre opportunità di occupazione nel campo dei beni culturali, sia nella forma del lavoro autonomo, sia nella forma del lavoro dipendente, presso enti pubblici (statali e locali) e istituzioni quali soprintendenze, musei, parchi naturali e archeologici, centri di studi e ricerche, fondazioni culturali, aziende private operanti nel settore della tutela, gestione, valorizzazione e fruizione del patrimonio culturale.
Il corso dà accesso alla qualifica di Archeologo di III fascia (Cod. ISTAT 2.5.3.2.4.) e di Demoetnoantropologo di III fascia (Cod. ISTAT 2.5.3.2.2.) esercitabile come lavoro dipendente sia nel pubblico (nelle Soprintendenze e nei Musei), sia nel privato (all’interno di società operanti nel settore). Le suddette qualifiche sono contemplate tra quelle dei professionisti competenti ad eseguire interventi nel campo dei Beni Culturali dalla legge 110/2014 di istituzione dei relativi elenchi nazionali, per i quali è stato emanato di recente il regolamento - DM 244 del 22.05.2019 - che ne disciplina la costituzione e che ne precisa appunto l’articolazione in fasce, le funzioni, le competenze, le abilità, i requisiti di accesso, il numero minimo di CFU necessari per il conseguimento della qualifica stessa (per la figura dell’Archeologo di III fascia: 60 CFU nelle discipline storico-archeologiche; per la figura del Demoetnoantropologo di III fascia: 24 CFU nelle discipline demoetnoantropologiche (M-DEA/01) ed etnomusicologia (L-ART/08)+ un elaborato finale nelle suddette discipline).
Nell’ambito delle forme di lavoro dipendente il CdS offre inoltre l’opportunità di operare come Tecnico della fruizione museale, figura attiva sia all'interno delle grandi istituzioni museali, sia nei piccoli musei promossi dagli enti locali e diffusi sul territorio.
Il Corso inoltre offre competenze adatte all'esercizio delle nuove professioni, che si stanno definendo grazie all’applicazione delle nuove tecnologie, di divulgatore e comunicatore dei beni culturali (esperienze di realtà aumentata e virtuale, computer grafica, ricostruzioni 3 D).
Nel settore delle libere professioni l’iter formativo favorisce altri sbocchi, sia legati più strettamente alle competenze acquisite nelle discipline archeologiche, artistiche e demoetnoantropologiche (quali ad es. quelli di Estimatori nelle aziende di arte e antichità; periti di antiquariato), sia connessi più in generale all'organizzazione di eventi culturali quali mostre ed esposizioni di beni archeologici, artistici, demoetnoantropologici, convegni ed eventi che abbiano per oggetto il Patrimonio culturale (Meeting planner; Organizzatore convegni; Responsabile centro congressi).

Operatore nel Turismo culturale
Per il settore turistico gli sbocchi occupazionali previsti riguardano le Guide turistiche (previa acquisizione di un tesserino rilasciato dalla Regione), gli Agenti di viaggio, i Consulenti e gli Orientatori turistici, i Periti turistici, i Progettisti di pacchetti turistici, i Programmatori turistici, i Tecnici del turismo integrato, i Tecnici dell’offerta enogastronomica. Queste figure rientrano nel campo dei lavori autonomi fornendo conoscenze e servizi ad agenzie di viaggio, tour operator, cooperative di servizi turistici, consorzi dell’ospitalità attivi nelle principali iniziative di incoming, consorzi di produttori, aziende singole e/o associate, enti di promozione turistica, associazioni culturali, musei, fondazioni, Comuni ed enti locali, Enti parco, ecc. La libera professione potrebbe evolvere inoltre in creazione di impresa là dove tali servizi sappiano svilupparsi in strutture aziendali più dimensionate e articolate, e quindi con necessità stabili di lavoro dipendente.
Caratteristiche prova finale.
La laurea in Patrimonio e Turismo Culturale si consegue con il superamento della prova finale (esame di laurea), che consiste nella discussione pubblica, di fronte ad una commissione di docenti, di una tesi scritta (o di un prodotto grafico, informatico, multimediale purché anch'esso accompagnato da un elaborato scritto introduttivo ed esplicativo) che lo studente avrà avuto cura di redigere sotto la guida di un docente di uno dei settori scientifico-disciplinari previsti nell'ordinamento didattico. Lo studente dovrà dimostrare capacità di espressione scritta e orale, un adeguato livello di apprendimento e la capacità di autonoma elaborazione di un percorso di studio, che contenga anche elementi di originalità.
Conoscenze richieste per l'accesso.
L'ammissione al Corso di Laurea in Patrimonio e Turismo Culturale (L-1) è subordinata al possesso di un Diploma di scuola secondaria superiore o altro titolo di studio equivalente conseguito all'estero, riconosciuto idoneo dal Corso di Laurea. Ai sensi dell´art. 6, comma 2, del D.M. 270/04, per l'accesso al Corso di Studio sono richiesti non particolari requisiti curricolari, bensì il possesso di una solida preparazione di base in ambito storico-letterario, la piena padronanza della lingua italiana, la conoscenza di una lingua straniera.
La verifica della preparazione individuale di tutti i candidati sarà affidata ad una o a più commissioni, nominate dal Consiglio di Dipartimento, composta/e da almeno tre docenti. La prova di ingresso prevede la somministrazione di un questionario a risposta multipla, volto a verificare il grado di preparazione nelle discipline storiche, letterarie e storico-artistiche. Mediante tale prova saranno individuate eventuali lacune formative (OFA) da colmare con la frequenza di attività formative aggiuntive (MOOC), in presenza e/o online, organizzate dal Dipartimento, finalizzate al recupero, entro il primo anno di corso, del debito formativo accertato, secondo le modalità stabilite dal Consiglio di Dipartimento di anno in anno. Ciascuna attività formativa propedeutica finalizzata al recupero del debito formativo sarà conclusa da una prova di verifica del profitto.
Per informazioni sui trasferimenti da altri corsi di studio, sulle immatricolazioni di laureati in altro corso di studio e sulle modalità per il riconoscimento di attività formative pregresse cfr. il Regolamento didattico.
Lingua/e ufficiali di insegnamento e di accertamento della preparazione.
ITALIANO
Autonomia di giudizio.
I laureati dovranno acquisire la capacità di raccogliere e interpretare i dati (normalmente nel proprio campo di studio) ritenuti utili a determinare giudizi autonomi, inclusa la riflessione su temi sociali, scientifici o etici a essi connessi.
I laureati acquisiranno:
- la piena capacità di individuare i livelli di continuità e discontinuità nel processo di ricezione del patrimonio culturale dell'antichità da parte della cultura moderna;
- la capacità di riconoscere le dinamiche di mutamento dei patrimoni culturali delle comunità locali e straniere;
- l’abilità e consapevolezza nell’organizzazione dei saperi acquisiti, secondo criteri scientifici e di sistematizzazione delle informazioni.
- La capacità di sistemazione tassonomica delle conoscenze acquisite e padronanza dei criteri di catalogazione, schedatura dei dati e delle informazioni;
- l’attitudine nel progettare e condurre indagini analitiche, attraverso l'uso di sperimentazioni e di modelli, che consentano di valutare criticamente i dati ottenuti e di pervenire ad apprezzabili conclusioni;
- la capacità di utilizzo, elaborazione e sintesi dei dati in piena autonomia intellettuale e di giudizio;
- la facoltà di integrare le conoscenze e gestirne la complessità, di formulare giudizi; nonché consapevolezza delle responsabilità sociali ed etiche derivanti dalla propria attività;
- la capacità di comprensione e di interpretazione dei modelli teorici e conoscitivi e di trattamento delle informazioni secondo un meccanismo di elaborazione di ipotesi da sottoporre a verifica;
- la capacità di apprendimento tramite procedimenti dialettici, eventualmente in contraddittorio e mediante scambi di informazioni;
- la facoltà di formulare modelli o di identificare risultati;
- la capacità di analisi e di sintesi (in senso generale);
- le competenze nella selezione delle informazioni ai fini della formulazione di giudizi propri, autonomi e criticamente vagliati, anche in rapporto al problema delle responsabilità sociali ed etiche nelle applicazioni delle acquisizioni scientifiche e nelle ricadute delle soluzioni tecnologiche;
- l’abilità logico-deduttive generiche, non legate direttamente al contesto (capacità di ragionamento);
- le modalità di cooperare con altre figure professionali per adattare i processi conoscitivi;
- l’uso delle principali strumentazioni bibliografiche, di catalogazione, cartografiche e di banche dati con particolare riguardo alle risorse informatiche e telematiche (thesauri, vocabolari e linguaggi tecnico-specialistici, archivi informatici, database, sistemi georeferenziati, cartografie, mappature, etc.);
- la capacità di analisi critica dei dati quantitativi e qualitativi raccolti;
- l’attitudine al lavoro di gruppo e capacità di giudizio sia sul piano professionale, sia su quello umano ed etico.
Strumenti didattici e metodi di apprendimento: l’acquisizione di questi obiettivi sarà perseguita prevalentemente attraverso la promozione di attività seminariali e di esercitazioni teorico-pratiche; le abilità di organizzazione autonoma del ragionamento e del giudizio critico saranno stimolate attraverso la proposizione di attività di analisi e interpretazione di dati sperimentali, di risultati teorici e di modelli, da condurre in gruppo, sotto la supervisione di un responsabile.
Metodi di verifica: le attività seminariali costituiscono sia strumento per stimolare l’acquisizione e l’affinamento delle capacità critiche, sia, con il procedere dei corsi, strumento di monitoraggio in itinere del processo; le prove di esame dei singoli insegnamenti rappresentano in ogni caso l’occasione per verificare il grado di maturazione anche di queste capacità, capacità che troveranno poi momento di ulteriore verifica nella prova finale del cds, in riferimento all’intero percorso di studi.
Abilità comunicative.
I laureati acquisiranno: abilità comunicativa dei saperi, dei metodi e delle tecniche appresi, anche attraverso:
- conoscenza e sperimentazione della più vasta gamma possibile di linguaggi, strumenti e mezzi di comunicazione e rappresentazione (scritti, orali, grafici, iconografici, visivi, spettacolari, informatici, digitali, virtuali, etc.);
- conoscenza dei codici comunicativi nel campo della divulgazione scientifica e dell’uso della comunicazione informatica, telematica, di massa;
- abilità nel comunicare in modo chiaro e inequivocabile con tutti gli operatori del settore;
- attitudine a sostenere una discussione scientifica utilizzando le metodologie e i contenuti appresi;
- capacità di utilizzare strumenti informatici per presentare un argomento scientifico;
- facoltà di comunicare risultati, metodi e modelli oggetto di analisi e di ricerca ad un pubblico specializzato o generico, nella propria lingua e in almeno una lingua straniera dell'Unione Europea (prioritariamente ma non esclusivamente in lingua inglese), sia in forma scritta sia in forma orale;
- capacità di individuare e schematizzare gli elementi essenziali di un processo o di una situazione, di elaborare un modello adeguato e verificarne la validità, in modo tale da poter determinare giudizi autonomi.
I laureati devono saper operare efficacemente come componenti di un progetto e di un gruppo che può essere composto da persone competenti in diverse discipline e di differenti livelli.

Strumenti didattici: oltre alle lezioni frontali, l'impostazione didattica prevede, in alcuni corsi caratterizzanti e nel lavoro di tesi, l'uso di strumentazione audiovisiva, che solleciti la partecipazione attiva, l'attitudine propositiva e la capacità di comunicazione dei risultati del lavoro svolto.
Metodi di apprendimento: la frequenza delle lezioni e lo studio individuale saranno affiancati da attività formative che comportano l’approfondimento e/o l'esposizione finale di un argomento di studio.
Metodi di verifica: valutazione della capacità espositiva durante le prove scritte e/o orali di esame e nel corso della presentazione della tesi finale.
Capacità di apprendimento.
I Laureati acquisiranno:
- adeguata comprensione della interazione tra le diverse forme e tipologie dei Bani Culturali nel variegato panorama del sistema di comunicazione;
- dominio degli strumenti metodologici utili all'aggiornamento professionale e all'accrescimento della consapevolezza critica dei generali processi di comunicazione e dei più specifici meccanismi della produzione e della comunicazione culturale;
- abilità nell’uso di sussidi e suggerimenti scientifici, bibliografici e digitali anche potenzialmente propedeutici e preparatori rispetto ad eventuali prosecuzioni degli studi;
- indirizzi e prospettive di ricerca mirati a successive possibilità di prosecuzione di indagini;
- sperimentazioni di ricerche scientifiche ed attività anche potenzialmente propedeutiche e preparatorie rispetto ad eventuali prosecuzioni degli studi;
- informazioni di orientamento rispetto a prospettive di continuazione degli studi e di aggiornamento;
- capacità di raccordo con gli ambiti di ricerca e con i curricoli scientifici di prosecuzione della ricerca sia con le offerte formative di secondo livello proposte dal Dipartimento di Studi Umanistici, dell’Ateneo di Foggia, sia con quelle praticabili a livello nazionale ed internazionale.
I laureati saranno in grado di proseguire in modo autonomo l'attività di studio finalizzata:
- all'applicazione dei metodi e degli strumenti di apprendimento utili ad aggiornare e ad approfondire i contenuti studiati;
- alla prosecuzione degli studi nei vari settori disciplinari e allo sviluppo di una mentalità flessibile che permetta un rapido inserimento negli ambienti di lavoro e un facile adattamento a nuove situazioni;
- all'aggiornamento costante in merito agli strumenti didattici disponibili;
- all'apprendimento autonomo durante tutto l'arco della vita;
- all'apprendimento autonomo in lingua italiana e in inglese, oltre che in altra lingua eventualmente studiata;
- all'analisi critica e alla selezione consapevole della documentazione primaria e secondaria, nonché del materiale bibliografico;
- all'esecuzione di progetti anche complessi, in autonomia o in coordinamento con altri soggetti.
Strumenti didattici e metodi di apprendimento: l’acquisizione di questi obiettivi sarà perseguita stimolando diversi canali di apprendimento attraverso l’uso di metodi e strumenti didattici variati (lezioni frontali interattive, flipped learning, cooperative learning).
Metodi di verifica: l’acquisizione e i miglioramenti qualitativi delle capacità di apprendimento saranno sottoposte a verifiche in itinere durante le attività seminariali e di gruppo e poi in sede di esame finale.
Conoscenza e comprensione.
Area Archeologica demoetnoantropologica, storico-artistica e tecnologica
Il laureato possiede adeguata conoscenza e comprensione:
- dei fondamenti teorici-disciplinari nel settore archeologico, demoetnoantropologico, storico- artistico e tecnologico, con particolare riferimento ai vari ambiti del patrimonio culturale materiale e immateriale;
- delle principali teorie nel settore della salvaguardia e valorizzazione dei patrimoni culturali delle comunità socio-culturali locali, delle minoranze nazionali, dei gruppi transnazionali;
- delle principali fasi della storia della produzione artistica dall’età preclassica a quella contemporanea;
- delle teorie e dei modelli ermeneutici funzionali all’esegesi critica dei prodotti artistici e dei loro stili;
- delle principali fasi della storia dell’archeologia;
- degli elementi teorici di base della museologia e museografia (dalla storia alla programmazione, alla progettazione, alla gestione);
- delle principali metodologie di indagine, storico-artistiche, archeologiche e demoetnoantropologiche e tecnologiche nel campo del patrimonio culturale;
- delle metodologie per assistere a scavi, ricognizioni archeologiche e indagini topografiche;
- delle conoscenze nel settore delle scienze e tecnologie applicate al patrimonio culturale nel settore archeologico, storico-artistico e demoetnoantropologico;
- delle basi teoriche e tecniche nel settore delle digital humanities volti a facilitare l’analisi, la gestione, la comunicazione, l’accessibilità e la fruibilità del patrimonio culturale.

Area linguistico-letteraria
Il laureato possiede adeguata conoscenza e comprensione:
- dei fondamenti e delle metodologie di indagine delle discipline linguistico-letterarie;
- della base culturale e tecnico-metodologica nel settore della conoscenza e valorizzazione dei patrimoni letterari;
- delle principali fasi della storia della tradizione e della critica testuale, con particolare riferimento al patrimonio culturale letterario;
- dei principali metodi e strumenti funzionali, anche in termini didattici, all’analisi dei patrimoni culturali letterari;
- di almeno una lingua comunitaria straniera.

Area storica, geografica, giuridica, economica
Il laureato possiede adeguata conoscenza e comprensione:
- delle principali metodologie di analisi dei patrimoni culturali relativi alle varie epoche storiche;
- degli strumenti normativi nazionali ed internazionali a salvaguardia, tutela e valorizzazione dei patrimoni culturali materiali, immateriali e paesaggistici e del turismo culturale;
- degli strumenti economici di salvaguardia, promozione, progettazione, gestione e valorizzazione dei patrimoni culturali e del turismo culturale;
- delle teorie, dei modelli e degli strumenti di analisi dello spazio e dei patrimoni naturali e paesaggistici;
- dei fenomeni ambientali, sociali ed economici che contraddistinguono i sistemi territoriali e/o i singoli Stati nazionali;
- delle principali teorie e tecniche di educazione al patrimonio culturale.
Capacità di applicare conoscenza e comprensione.
Area Archeologica demoetnoantropologica, storico-artistica e tecnologica
Il laureato possiede capacità di:
inquadrare i prodotti artistici nei relativi contesti storico-culturali e ricostruire, in una prospettiva sincronica e diacronica, le relazioni tra i differenti patrimoni culturali di tipo archeologico, storico-artistico e demoetnoantropologico;
sperimentare e verificare le acquisizioni di ambito disciplinare in rapporto al patrimonio culturale sia nel territorio di riferimento della sede universitaria sia in ambito nazionale e di globalizzazione;
analizzare criticamente, non solo in una prospettiva storico-culturale ed estetica, ma anche sotto il profilo degli aspetti tecnico-materiali, i patrimoni culturali artistici, archeologici e demoetnoantropologico;
analizzare le emergenze politiche e sociali nei vari ambiti del patrimonio culturale materiale e immateriale legate ai mutamenti culturali delle comunità locali e straniere;
analizzare le tendenze culturali operanti nella formazione di patrimoni e identità culturali e di memorie storiche, archeologiche e artistiche condivisi da gruppi sociali e da aree territoriali;
comprendere monografie, articoli scientifici, contributi specialistici, prodotti digitali nei campi della storia, dell’archeologia, della storia dell’arte, della demoetnoantropologia;
utilizzare i metodi d’indagine e gli strumenti, anche informatici, necessari per l’analisi del patrimonio culturale;
inquadrare e gestire innovazioni e tecnologie applicate al patrimonio culturale;
applicare le conoscenze di ambito disciplinare a concreti processi organizzativi in ambienti di lavoro;
produrre elaborati su temi e testi relativi agli ambiti disciplinari di pertinenza.

Area linguistico-letteraria
Il laureato possiede capacità di:
- analizzare le fonti storico-letterarie e documentarie;
- fruire in modo corretto dell’edizione critica di un testo, ricostruendo -alla luce dei relativi apparati- le dinamiche e i percorsi della tradizione testuale;
- analizzare i testi (letterari e non), servendosi degli strumenti delle digital humanities;
- applicare uno spirito critico che risulti produttivo a livello interdisciplinare;
- produrre elaborati in forma scritta personali e originali, relativi alla ricerca nei campi delle letterature.

Area storica, geografica, giuridica, economica
Il laureato possiede capacità di:
- progettare interventi nel campo della salvaguardia, promozione, comunicazione, gestione e valorizzazione anche economica dei patrimoni urbani, ambientali e paesaggistici;
- progettare interventi di gestione/management dei BBCC e del Turismo Culturale;
- -fornire un supporto scientifico alle istituzioni pubbliche e private impegnate nel campo del patrimonio e del turismo culturale;
- gestire e mediare i processi di patrimonializzazione locali e le esigenze dei vari soggetti coinvolti in tale processo;
- produrre elaborati in forma scritta personali e originali nel settore dei ben culturali, relativi agli ambiti disciplinari di pertinenza.
Sbocchi occupazionali e professionali previsti per i laureati.
Operatore nei Beni Culturali
Il corso offre opportunità di occupazione nel campo dei beni culturali, sia nella forma del lavoro autonomo, sia nella forma del lavoro dipendente, presso enti pubblici (statali e locali) e istituzioni quali soprintendenze, musei, parchi naturali e archeologici, centri di studi e ricerche, fondazioni culturali, aziende private operanti nel settore della tutela, gestione, valorizzazione e fruizione del patrimonio culturale.
Il corso dà accesso alla qualifica di Archeologo di III fascia (Cod. ISTAT 2.5.3.2.4.) e di Demoetnoantropologo di III fascia (Cod. ISTAT 2.5.3.2.2.) esercitabile come lavoro dipendente sia nel pubblico (nelle Soprintendenze e nei Musei), sia nel privato (all’interno di società operanti nel settore). Le suddette qualifiche sono contemplate tra quelle dei professionisti competenti ad eseguire interventi nel campo dei Beni Culturali dalla legge 110/2014 di istituzione dei relativi elenchi nazionali, per i quali è stato emanato di recente il regolamento - DM 244 del 22.05.2019 - che ne disciplina la costituzione e che ne precisa appunto l’articolazione in fasce, le funzioni, le competenze, le abilità, i requisiti di accesso, il numero minimo di CFU necessari per il conseguimento della qualifica stessa (per la figura dell’Archeologo di III fascia: 60 CFU nelle discipline storico-archeologiche; per la figura del Demoetnoantropologo di III fascia: 24 CFU nelle discipline demoetnoantropologiche (M-DEA/01) ed etnomusicologia (L-ART/08)+ un elaborato finale nelle suddette discipline).
Nell’ambito delle forme di lavoro dipendente il CdS offre inoltre l’opportunità di operare come Tecnico della fruizione museale, figura attiva sia all'interno delle grandi istituzioni museali, sia nei piccoli musei promossi dagli enti locali e diffusi sul territorio.
Il Corso inoltre offre competenze adatte all'esercizio delle nuove professioni, che si stanno definendo grazie all’applicazione delle nuove tecnologie, di divulgatore e comunicatore dei beni culturali (esperienze di realtà aumentata e virtuale, computer grafica, ricostruzioni 3 D).
Nel settore delle libere professioni l’iter formativo favorisce altri sbocchi, sia legati più strettamente alle competenze acquisite nelle discipline archeologiche, artistiche e demoetnoantropologiche (quali ad es. quelli di Estimatori nelle aziende di arte e antichità; periti di antiquariato), sia connessi più in generale all'organizzazione di eventi culturali quali mostre ed esposizioni di beni archeologici, artistici, demoetnoantropologici, convegni ed eventi che abbiano per oggetto il Patrimonio culturale (Meeting planner; Organizzatore convegni; Responsabile centro congressi).

Operatore nel Turismo culturale
Per il settore turistico gli sbocchi occupazionali previsti riguardano le Guide turistiche (previa acquisizione di un tesserino rilasciato dalla Regione), gli Agenti di viaggio, i Consulenti e gli Orientatori turistici, i Periti turistici, i Progettisti di pacchetti turistici, i Programmatori turistici, i Tecnici del turismo integrato, i Tecnici dell’offerta enogastronomica. Queste figure rientrano nel campo dei lavori autonomi fornendo conoscenze e servizi ad agenzie di viaggio, tour operator, cooperative di servizi turistici, consorzi dell’ospitalità attivi nelle principali iniziative di incoming, consorzi di produttori, aziende singole e/o associate, enti di promozione turistica, associazioni culturali, musei, fondazioni, Comuni ed enti locali, Enti parco, ecc. La libera professione potrebbe evolvere inoltre in creazione di impresa là dove tali servizi sappiano svilupparsi in strutture aziendali più dimensionate e articolate, e quindi con necessità stabili di lavoro dipendente.
Competenze associate alla funzione.
Operatore nei Beni Culturali
I laureati nel Corso di Laurea in Patrimonio e Turismo Culturale devono possedere le seguenti competenze:
Operatore nei Beni Culturali
- la padronanza scritta e orale della lingua italiana e di almeno un'altra lingua dell'Unione Europea;
- una buona formazione di base e una adeguata padronanza delle metodologie, conoscenze e competenze nei vari settori dei beni culturali (patrimonio archeologico; demoetnoantropologico; storico-artistico; del paesaggio e dell'ambiente);
- le conoscenze di base in campo archeologico e storico-artistico in una prospettiva dinamica e storica (dalla Preistoria alla età moderna e contemporanea);
- le conoscenze di base in ambito demoetnoantropologico, nel quadro della complessiva ricerca nelle scienze sociali e delle trasformazioni dei contesti locali a seguito dei processi di globalizzazione e della mobilità internazionale nonché delle tendenze di spopolamento delle aree interne;
- adeguate competenze relativamente alla legislazione, all'amministrazione e alla valorizzazione del settore dei beni culturali;
- conoscenze di base nel campo della pedagogia e didattica dei BBCC, nell'educazione ai BBCC anche attraverso l'uso dei nuovi media;
- nozioni e informazioni sulla relazione fra i beni e i patrimoni culturali e i contesti storici, sociali, paesaggistici, territoriali, ambientali, antropologici, economici, in una prospettiva di studio tanto ampia e generale, quanto attenta alle specificità locali;
- competenze riguardanti le tecniche innovative di divulgazione e valorizzazione dei beni culturali (archeologici, demoetnoatropologici e storico-artistici);
- strumenti scientifico-tecnologici in linea con le opportunità messe a disposizione dalle tecnologie digitali e computerizzate (Digital Humanities), applicabili ai campi della conservazione, valorizzazione e comunicazione dei beni culturali e della loro fruizione non solo in chiave ricostruttiva e interpretativa, ma anche comunicativa, educativa e turistico-culturale.


Operatore nel Turismo culturale
- la padronanza scritta e orale della lingua italiana e di almeno un’altra lingua dell’Unione Europea;
- una buona formazione di base e una adeguata padronanza delle metodologie, conoscenze e competenze nei vari settori dei beni culturali (patrimonio archeologico; demoetnoantropologico; storico-artistico; del paesaggio e dell'ambiente);
- una formazione di base per una responsabile e sostenibile fruizione turistica del patrimonio culturale;
- le conoscenze di base in campo archeologico e storico-artistico in una prospettiva dinamica e storica (dalla Preistoria alla età moderna e contemporanea);
- adeguate competenze relativamente alla legislazione, all’amministrazione e alla valorizzazione del settore dei beni culturali;
- conoscenze di base nel campo della pedagogia e didattica dei BBCC, nell’educazione ai BBCC anche attraverso l’uso dei nuovi media;
- nozioni e informazioni sulla relazione fra i beni e i patrimoni culturali e i contesti storici, sociali, paesaggistici, territoriali, ambientali, antropologici, economici, in una prospettiva di studio tanto ampia e generale, quanto attenta alle specificità locali;
- competenze riguardanti le tecniche innovative di divulgazione e valorizzazione dei beni culturali (archeologici, demoetnoatropologici e storico-artistici);
- competenze per organizzazione di eventi culturali quali mostre ed esposizioni di beni archeologici, artistici, demoetnoantropologici, convegni ed eventi che abbiano per oggetto il Patrimonio culturale
- competenze nel campo del turismo enogastronomico e di valorizzazione del patrimonio culturale e del paesaggio naturalistico;
- strumenti scientifico-tecnologici in linea con le opportunità messe a disposizione dalle tecnologie digitali e computerizzate (Digital Humanities), applicabili ai campi della
valorizzazione e comunicazione dei beni culturali e della loro fruizione in campo della comunicazione, educazione e del turistico-culturale.
Funzione in contesto di lavoro.
Operatore nei Beni Culturali
La figura professionale di Operatore nei Beni Culturali e, più specificatamente, quella di Archeologo e Demoetnoantropologo, acquisisce competenze per poter svolgere le seguenti funzioni:
- ricerche, studi ed attività educative nei campi archeologico, demoetnoantropologico, storico-artistico, tecnologico-digitale (in riferimento al campo dei Beni Culturali);
- cura di collezioni museali, mostre ed esposizioni;
- inventariazione e catalogazione di Beni Culturali, materiali e immateriali, e creazione di banche dati, con l'ausilio delle tecnologie digitali;
- esecuzioni di perizie, expertise, di beni archeologici e demoetnoantropologici, artistici;
- analisi e valutazione di paesaggi, contesti e siti archeologici;
- assistenza a scavi, ricognizioni archeologiche e indagini topografiche;
- assistenza e collaborazione a interventi di conservazione, manutenzione, restauro, protezione, trasferimento e movimentazione di beni archeologici e storico-artistici;
- studio dei manufatti, delle loro tecniche di produzione e finitura, ed eventualmente di decorazione, e analisi del loro stato di conservazione, anche finalizzato a stimarne autenticità e valore commerciale;
- supporto alla gestione di attività e iniziative volte a implementare i progetti di educazione al patrimonio culturale, rivolte a differenti categorie di pubblici;
- gestione di spazi laboratoriali ed educativi.

Tali professioni possono essere svolte presso:
- istituzioni culturali, italiane e straniere, pubbliche e private. Fra esse si possono indicare, prioritariamente ma non esclusivamente, le attuali Soprintendenze Archeologia, Belle Arti, Paesaggio, i Musei, le raccolte e collezioni museali, i parchi archeologici ed ambientali, le fondazioni culturali;
- centri di studi e di ricerca;
- aziende ed organizzazioni professionali operanti nel settore dello studio, recupero, restauro, della tutela, della fruizione e della didattica dei Beni Culturali e del recupero ambientale;
- industrie editoriali, della comunicazione e dell'alta divulgazione storica e letteraria;
- istituzioni statali e locali nei settori dei servizi culturali, della difesa del patrimonio e delle tradizioni culturali territoriali;
- istituzioni statali e locali nei settori dei servizi culturali e del recupero di attività, tradizioni e identità locali.



Operatore nel Turismo culturale
La figura professionale dell’Operatore nel settore del Turismo culturale dovrà svolgere la funzione di collaborare con i soggetti pubblici (enti, uffici turistici) e privati (agenzie, organizzazioni e associazioni, ecc.)
- per migliorare e caratterizzare sul piano culturale (propriamente archeologico, architettonico, demoetnoantropologico, storico-artistico, enogastronomico) e ambientale l’offerta turistica di un territorio o di un sistema territoriale, collocandola nei circuiti organizzati e informali;
- progettare, programmare e organizzare attività e itinerari turistico-culturali;
- proporre, consigliare, promuovere e scambiare sul mercato pacchetti turistico-culturali;
- accompagnare i turisti nei viaggi organizzati, garantendo assistenza e servizi ai partecipanti, illustrando e descrivendo caratteristiche e particolarità di itinerari paesaggistici, beni architettonici, siti archeologici, luoghi e opere di interesse storico-artistico;
- promuovere attività e servizi, tradizionali e innovativi, utili al miglioramento della fruizione dei beni culturali e ambientali;
- fornire servizi per l'organizzazione e la gestione di spazi e ambienti espositivi, organizzandone la fruizione da parte del pubblico;
- gestire l’organizzazione di convegni e conferenze sul Patrimonio Culturale
- diffondere informazioni e reportage giornalistici, presentare spettacoli e manifestazioni sul Patrimonio culturale anche a mezzo radio e televisione.
Descrizione obiettivi formativi specifici.
I laureati nella classe di laurea L-1 acquisiranno:
- la capacità di analizzare i processi di comunicazione e circolazione delle idee, dei saperi e delle tecniche; di esaminare le dinamiche e le tendenze culturali operanti nella formazione di patrimoni e identità culturali e di memorie storiche condivisi da gruppi sociali e da aree territoriali; di indagare i meccanismi produttivi e di scambio dei beni materiali e immateriali;
- una formazione di base culturale e tecnico-metodologica nel settore storico-archeologico e storico-artistico e letterario, con riferimento ai vari ambiti cronologici (dalla preistoria al medioevo sino all'età contemporanea) e tematici (metodologie e tecniche della ricerca archeologica, archeologia teorica, architettura, pittura, scultura, arti applicate, etc.);
- la possibilità di sperimentare e verificare tali acquisizioni nel territorio di riferimento della sede universitaria, ossia in rapporto al patrimonio culturale della Daunia antica e della Capitanata medievale, moderna e contemporanea, attraverso le attività sul campo che prevedono la partecipazione degli studenti (scavi archeologici, diagnostica e ricognizioni di superficie per lo studio dei paesaggi, campagne di analisi delle architetture storiche, ricerche di campo antropologiche sui patrimoni culturali immateriali), ma anche visite guidate interattive a monumenti, parchi e musei, esercitazioni e laboratori;
- una formazione di base culturale e tecnico-metodologica nel settore demoetnoantropologico nei vari ambiti del patrimonio culturale materiale e immateriale e delle pratiche legate ai mutamenti culturali delle comunità locali e straniere (ad esempio ritualità religiose, conoscenze e saperi ecologici, patrimonio di tradizione orale e artistico, pratiche artigianali, culture gastronomiche);
- adeguate conoscenze nel settore della salvaguardia e valorizzazione dei patrimoni culturali delle comunità socio-culturali locali, delle minoranze nazionali, dei gruppi transnazionali;
- adeguate conoscenze nel settore delle scienze e tecnologie applicate all'archeologia, alla storia dell’arte e alla demoetnoantropologia; una puntuale capacità di analisi sia dei generali processi di comunicazione sia dei più specifici meccanismi della produzione e della comunicazione culturale;
- adeguate conoscenze applicate alla salvaguardia, promozione, progettazione e gestione e valorizzazione anche economica dei patrimoni urbani, ambientali e paesaggistici;
- una formazione completa nei settori archeologici e storico-artistici, demoetnoantropologici, storici;
- una conoscenza delle metodologie per prestare assistenza a scavi, ricognizioni archeologiche e indagini topografiche;
- una conoscenza delle principali normative giuridiche nazionali e internazionali che disciplinano la gestione e valorizzazione dei beni culturali;
- una solida preparazione culturale e un’adeguata impostazione metodologica, utili alla comprensione delle relative competenze adatte a fornire un supporto scientifico a tutte le attività che richiedano conoscenze archeologiche, storico-artistiche, demoetnoantropologiche, storiche, letterarie e giuridico-economiche nel campo del patrimonio culturale;
- conoscenze e abilità spendibili in attività diversificate nel campo culturale;
- una formazione di base volta alla comprensione e alla formazione di relative competenze adatte a fornire un supporto scientifico alle istituzioni pubbliche e private impegnate nel campo dei beni culturali;
- una formazione volta a sviluppare competenze capaci di gestire e mediare i processi di patrimonializzazione locali;
- la capacità di leggere e comprendere monografie, articoli scientifici, contributi specialistici, prodotti digitali nei campi della storia, dell’archeologia, della storia dell’arte, della demoetnoantropologia;
- la capacità di produrre elaborati in forma scritta, grafica, digitale, personali e originali, relativi alla ricerca nei campi della storia, dell’archeologia e della storia dell’arte, delle letterature e della demoetnoantropologia;
- la conoscenza e comprensione dei fondamenti e dei principi metodologici delle scienze storiche e sociali;
- la capacità di effettuare l’esegesi delle fonti storiche, letterarie e documentarie, considerate anche dal punto di vista della loro conservazione, tradizione e trasmissione;
- la conoscenza di almeno una lingua comunitaria straniera;
- la conoscenza delle principali teorie della pedagogia dei beni culturali e delle principali teorie della media education applicate al patrimonio;
- la conoscenza di base delle digital humanities applicate al patrimonio culturale;
- la comprensione degli aspetti metodologici e tecnici dei campi disciplinari dei Beni Culturali e delle tematiche scientifico-culturali più avanzate in tale ambito, oltre che la capacità di continuo aggiornamento rispetto al dibattito teorico e applicativo;
- la capacità di valorizzare i saperi a carattere multi- e interdisciplinare, con apporti da diverse branche scientifiche.

I diversi insegnamenti, aggregati per aree disciplinari, concorreranno al percorso performativo sviluppando obiettivi specifici, secondo lo schema indicato di seguito.

*L’Area archeologica, demoetnoantropologica, storico-artistica e tecnologica (ADAT) svilupperà i seguenti obiettivi formativi:
- conoscere i fondamenti delle discipline archeologiche, demoetnoantropologiche, storico-artistiche e tecnologiche applicate ai beni culturali;
- conoscere le principali metodologie di indagine storico-artistica, archeologica, demoetnoantropologica e tecnologica nel campo dei beni culturali;
- conoscere le metodologie per prestare assistenza a scavi, ricognizioni archeologiche e indagini topografiche;
- conoscere le emergenze politiche e sociali nei vari ambiti del patrimonio culturale, materiale e immateriale, legate ai mutamenti culturali delle comunità locali e straniere;
- conoscere le principali teorie nel settore della salvaguardia e valorizzazione dei patrimoni culturali delle comunità socio-culturali locali, delle minoranze nazionali, dei gruppi transnazionali;
- conoscere le tendenze culturali operanti nella formazione di patrimoni e identità culturali e di memorie storiche, archeologiche e artistiche condivisi da gruppi sociali e da aree territoriali;
- potenziare le conoscenze nel settore delle scienze e tecnologie applicate all'archeologia, alla storia dell’arte e alla demoetnoantropologia;
- promuovere la capacità di leggere e comprendere monografie, articoli scientifici, contributi specialistici, prodotti digitali nei campi della storia, dell’archeologia, della storia dell’arte, della demoetnoantropologia;
- conoscere le basi teoriche e tecniche nel settore delle digital humanities volti a facilitare l’analisi, la gestione, la comunicazione, l’accessibilità e la fruibilità del patrimonio culturale.
- saper gestire innovazioni e tecnologie applicate ai beni culturali.

* L’Area linguistico-letteraria (LL) svilupperà i seguenti obiettivi formativi:
- conoscere i fondamenti e le metodologie di indagine delle discipline linguistico-letterarie;
- potenziare le capacità di esegesi delle fonti storico-letterarie e documentarie;
- stimolare la creazione di uno spirito critico che risulti produttivo a livello interdisciplinare;
- potenziare la conoscenza di almeno una lingua comunitaria straniera;
- potenziare la capacità di produrre elaborati in forma scritta, personali e originali, relativi alla ricerca nei campi delle letterature;
- potenziare una formazione di base culturale e tecnico-metodologica nel settore della conoscenza e valorizzazione dei patrimoni letterari.

* L’Area storica, geografica, giuridica, economica (SGGE) svilupperà i seguenti obiettivi formativi:
- conoscere i fondamenti, le principali metodologie e tecniche di educazione ai beni culturali;
- conoscere i contesti e i processi di educazione ai beni culturali;
- conoscere i fondamenti delle principali metodologie di analisi dei patrimoni culturali relativi alle varie epoche storiche;
- conoscere i fondamenti per l’analisi e la valorizzazione dei patrimoni ambientali e paesaggistici;
- conoscere i principali riferimenti normativi nazionali e internazionali che regolano l’amministrazione e la valorizzazione dei beni culturali e del turismo culturale;
- stimolare competenze capaci di gestire e mediare i processi di patrimonializzazione locali e le esigenze dei vari soggetti coinvolti in tale processo;
- conoscere i fondamenti dei processi di valorizzazione e comunicazione dei patrimoni culturali;
- conoscere i fondamenti in materia di gestione/management dei BBCC e del Turismo Culturale;
- potenziare una formazione di base culturale e tecnico-metodologica capace di organizzare forme di supporto alle istituzioni pubbliche e private operanti nel settore dei beni e del turismo culturale.

L'articolazione in percorsi formativi è dettagliata nel Regolamento didattico del Corso di Laurea e si realizza in una diversa distribuzione delle attività formative e dei relativi CFU, che variamente privilegiano le discipline caratterizzanti di ciascun settore. Tale articolazione è corroborata dalla presenza nell'Università degli Studi di Foggia di competenze specifiche e mature, sia sul versante storico e archeologico, sia su quello artistico, letterario e demoetnoantropologico.