L'Università di Foggia premiata dal Miur: più finanziamenti per assumere personale. Un dato senza precedenti nella vita dell'Ateneo, grazie alla equilibrata gestione finanziaria e all'ottima qualità della ricerca scientifica e della didattica

3 Ottobre 2019
La notizia
Rettore Ricci

Il Ministero dell'Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) ha pubblicato le tabelle relative sia ai “punti organico”, ottenuti da ciascuna Università pubblica e indispensabili per le nuove assunzioni, sia all’incidenza del costo del lavoro del personale rispetto all’FFO, fondo, questo, fondamentale nella vita finanziaria di ogni Ateneo Italiano.

Primo dato del Miur: dall’introduzione dei vincoli legislativi sul recupero integrale del turn-over del personale (collocato in pensione, trasferito o deceduto), per la prima volta UniFg recupererà quasi integralmente tutti i punti organico persi nel 2018 (rispetto ai 12 punti ne avrà 11.36), a cui se ne aggiungeranno altri 2.04, assegnati per effetto di un altro decreto ministeriale, con cui si premiano solo gli Atenei in possesso di parametri finanziari, ritenuti virtuosi dal Ministero. In totale, perciò, Unifg avrà più risorse di quelle perse nel 2018 e potrà incrementare le assunzioni in misura maggiore rispetto allo scorso anno.

Secondo e ancora più importante dato del Miur: l’ottima “salute finanziaria” di Unifg anche grazie alla qualità della sua ricerca scientifica e della sua didattica. Come è noto, lo “stato di salute” di un Ateneo è rappresentato da un elemento: l’80% del costo del lavoro del personale rispetto all’FFO. Infatti, più si scende sotto tale percentuale, migliore è la salute finanziaria dell’Ateneo e più aumentano le facoltà assunzionali; al contrario, se la si supera seppur di poco, si dimezzano automaticamente le assunzioni.

Nel 2013, all’inizio del mandato dell’attuale Rettore, Prof. Maurizio Ricci, Unifg era all’85.06% rispetto all’FFO assegnato; oggi (dato certificato dal Miur per il 2018), a chiusura dello stesso mandato, è scesa al 70,04%, migliorando la già buona performance dello scorso anno (74,58%): in soli sei anni, il recupero ottenuto è stato di ben 15.02 punti. Negli anni scorsi, il Consiglio di Amministrazione di un Ateneo pubblico, con una percentuale non molto superiore alla nostra del 2013, ha dichiarato lo stato di dissesto finanziario.

Come è stato possibile ottenere in sei anni un risultato così importante? Grazie a un lavoro collettivo e al coinvolgimento, nelle scelte strategiche, dei Pro-Rettori, proff. Milena Sinigaglia e Mauro Romano e ancor prima Giovanni Cipriani e Isabella Loiodice, del Direttore Generale, Dr.ssa Teresa Romei, dei Direttori di Dipartimento, degli Organi collegiali centrali (Senato Accademico e Consiglio di Amministrazione) e dei Delegati, si sono assunte, tra l’altro, decisioni di rilievo relative all’internazionalizzazione (che hanno portato il nostro Ateneo al nono posto in Italia per gli studenti Erasmus, con ricadute molto positive anche in termini di risorse finanziarie, ricevute a seguito del notevole aumento della mobilità docenti e studenti: l’investimento iniziale è stato recuperato con un guadagno del 500 %), alla ricerca scientifica (buono il posizionamento complessivo nella valutazione della qualità della ricerca, eccellente in diversi settori scientifici) e alla didattica (nuovi corsi di laurea anche internazionali, e un incremento numerico stabile di mille unità rispetto al 2013, a conferma del gradimento degli studenti a favore di percorsi didattici, caratterizzati da serietà e occupabilità, oltre che, talvolta, da unicità nel panorama nazionale), all’oculata politica di bilancio seguita costantemente negli anni.

Il risultato ottenuto è ancora più significativo, nonostante due dati, che avrebbero potuto rendere difficile il suo raggiungimento: innanzitutto, il limitato numero di pensionamenti in Unifg in virtù dell’età media nettamente più bassa del personale rispetto a tutti gli altri Atenei nei quali, ogni anno, vi sono, invece, molti collocamenti in quiescenza, il che riduce, automaticamente, il costo del lavoro; inoltre, l’impossibilità di poter contare tra le entrate, se non in misura ridotta, sull’apporto delle tasse studentesche, più basse in Unifg rispetto alla media sia nazionale (oltre il 50%), sia regionale (- 22%), sia meridionale (- 21%) (per giunta, un terzo degli studenti dell’Ateneo non paga alcunché e un altro terzo paga solo una limitata contribuzione: in media, poco più di 400 euro pro capite).

«Non solo abbiamo recuperato i 12 punti organico persi lo scorso anno per pensionamenti o trasferimenti, ma abbiamo anche superato questo dato ha dichiarato il Rettore, prof. Maurizio Ricci –. Al contrario di tutti gli Atenei, che possono ridurre l’incidenza del costo del lavoro del personale rispetto all’FFO anche grazie ai moltissimi pensionamenti del personale docente e tecnico-amministrativo, l’Università di Foggia ospita al suo interno persone con un’età media bassa. Questo dato, da un lato, conferisce a UniFg lo spirito giovanile, smart e dinamico che l’ha contraddistinta molto positivamente nei suoi primi vent’anni di autonomia; da un altro, la sfavorisce nettamente nell’attribuzione delle nuove assunzioni, anche per effetto del più limitato apporto della contribuzione studentesca alle entrate rispetto non solo agli Atenei del Centro-Nord, ma anche del Sud e della Puglia. Abbiamo superato anche questi limiti oggettivi, totalmente indipendenti da noi, e questo in virtù delle felici scelte strategiche effettuate e, soprattutto, del lavoro e della collaborazione di tutti, con un particolare riconoscimento agli studenti, che rappresentano la nostra futura classe dirigente».

«Per dare un senso alle parole, l’Università di Foggia tornerà ad assumere personale docente e tecnico-amministrativo sulla base di nostre scelte strategiche autonome - sottolinea il Rettore -. Quando diciamo che sto lasciando al mio successore un’Università solida, con i conti in perfetto ordine e un cospicuo avanzo di gestione, nonostante i molteplici investimenti - prevalentemente con fondi propri - nell’edilizia, nell’efficientamento energetico e nella manutenzione per migliorare aule, laboratori e uffici, intendiamo dire che, grazie al lavoro di tutti, ora UniFg è in condizioni di grande sicurezza economica, affermata sul piano istituzionale, nota per la qualità della ricerca scientifica, per la validità dell’offerta formativa, con molti iscritti da fuori provincia e regione, per la sua internazionalizzazione e per il ruolo efficacemente svolto nella promozione della cultura della legalità, la più grande infrastruttura immateriale che si possa offrire alla collettività, in un territorio non certo facile sotto questo profilo, memori dell’insegnamento di Antonino Caponnetto, secondo cui “l’istruzione toglie l’erba sotto i piedi della cultura mafiosa”. L’Università di Foggia, consegnata al Prof. Pierpaolo Limone, prossimo Rettore dal 1 novembre p.v., è un Ateneo con un FFO, che, nonostante il forte taglio finanziario subito dal sistema universitario nazionale, non solo non è diminuito, ma è addirittura cresciuto del 20%, migliorando la qualità della ricerca e della didattica e con un numero di studenti ormai stabilmente superiore ai 10.500 iscritti».

«Permettetemi, allora, un pensiero personale – conclude il Rettore –. Quasi al termine del mio mandato, non avrebbe potuto esserci regalo più bello di questo riconoscimento ministeriale rispetto a un lavoro faticoso ma appagante, che ho inteso dedicare ai nostri studenti. Di fronte a questo traguardo, al cui raggiungimento mi sono impegnato durante questi sei anni, scorrono nella mente persone e fatti, che nella quotidianità e nel suo carico di problematicità, ci hanno rafforzato nella scelta dei nostri obiettivi strategici, e attraversano il cuore tutte le persone che hanno voluto con me realizzare quegli obiettivi: a ognuno di voi la mia più sincera riconoscenza; a voi studenti la mia determinazione nel superamento delle problematiche via via insorte e affrontate, a voi l’onestà di scelte, anche difficili, e la serenità derivante dalla loro bontà, a voi il mio grazie per il sostegno e la fiducia, che mai sono venuti meno».