Laurea honoris causa all’ex pugile Patrizio Oliva

L'Unifg conferisce la Laurea Honoris Causa a Patrizio Olivia, il servizio di RaiNews

17 Gennaio 2019
L'evento
Dott. Patrizio Oliva

"Dove c'è pratica sportiva non c'è razzismo. Dove c'è pratica sportiva non c'è bullismo, non ci sono barriere culturali, ma ci sono solo uomini che si abbracciano e si stringono la mano, in segno di pace di rispetto e di fratellanza". Così, il dott. Patrizio Oliva ha introdotto la sua Lectio Magistralis e ha tenuto una grande lezione di vita, laureandosi Honoris Causa all'Università di Foggia in Scienze e tecniche delle attività motorie preventive e adattate.

La cerimonia si è svolta oggi, giovedì 14 marzo 2019, nell'Aula Magna del Polo di Scienze Motorie dell'Ateneo foggiano. Dinanzi ad una platea di autorità civili, istituzionali e a tanti atleti, l'ex pugile napoletano ha raccontato il suo excursus sportivo e umano, offrendo grandi emozioni e spunti di riflessione e invitando a "non piangersi mai addosso e a non arrendersi mai".

La sua lectio è stata introdotta dagli interventi istituzionali del Magnifico Rettore prof. Maurizio Ricci, del Direttore del Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale prof. Lorenzo Lo Muzio e dalla laudatio del prof. Pietro Mango, già docente dell'Università di Foggia e grande amico e sostenitore di Patrizio Oliva.

L'organizzazione
Patrizio Oliva

Giovedì 14 marzo 2019, dalle ore 10.00 nell’aula magna del Polo di Scienze Motorie (in viale Virgilio a Foggia), si terrà la cerimonia di conferimento della Laurea Honoris Causa in “Scienze e tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate” a Patrizio Oliva. Oltre al Rettore dell’Università di Foggia, prof. Maurizio Ricci, interverranno anche il prof. Lorenzo Lo Muzio (direttore del Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale) e il prof. Pietro Mango (già docente dell’Università di Foggia, oggi in pensione).

«Questa cerimoniaargomenta il Rettore rientra nell’ambito di un piano programmatico di interventi che in questi ultimi cinque anni ha portato a diverse conquiste. Mi permetto di chiamarle proprio così, “conquiste”, poiché al momento del mio insediamento a Rettore dell’Università di Foggia mi fu subito chiaro che gli interventi necessari per ricondurre queste strutture a un accettabile stato di decoro sarebbero stati diversi. A cominciare dalla ristrutturazione, pressoché radicale, della palestra di questa struttura, intervento che non era mai stato fatto prima del nostro arrivo alla governance dell’Ateneo. Quindi l’ampliamento, sempre entro i limiti e le possibilità indicate dalle normative in vigore, del personale docente e del personale tecnico amministrativo destinato ai due corsi di laurea in “Scienze Motorie”. Ed ancora l’incremento del numero programmato degli studenti iscritti ai due corsi di laurea in “Scienze Motorie”, procedura attraverso cui abbiamo offerto la possibilità a diversi altri studenti di immatricolarsi e quindi di poter coltivare il sogno di occuparsi di sport anche dal punto di vista scientifico. Quindi alla ormai storica introduzione della Doppia/Carriera per gli Studenti/Atleti, da una idea della prof.ssa Donatella Curtotti che ha fatto in modo che l’Università di Foggia divenisse la prima in assoluto, in tutta Italia, ad adottare formalmente gli strumenti didattici e formativi per consentire agli Studenti / Atleti di proseguire anche nella loro eventuale attività agonistica. Infine alla organizzazione di eventi e incontri in favore degli studenti in “Scienze Motorie”, ribadendo che per noi valgono molto di più di quanto, forse, non gli era stato dimostrato in questi anni. Questo rettorato ha rivalutato il ruolo sociale e culturale dello sport».

Cavaliere dell’Ordine di Malta e Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana, Patrizio Oliva è stato soprattutto un grande pugile: probabilmente uno dei più grandi nella storia della boxe italiana. Dopo una brillante carriera da dilettante culminata nel titolo europeo della categoria “Leggeri” (1978), due anni dopo ha conquistato la medaglia d’oro e il titolo di campione olimpionico a Mosca (1980) della categoria “Superleggeri”. Diventato pugile professionista, dopo aver conseguito 93 vittorie in 96 incontri Patrizio Oliva è stato anche campione europeo (1983) della categoria “Superleggeri”, quindi campione del mondo (1986) della categoria “Superleggeri” e, infine, campione europeo (1990) della categoria “Welter”. Abbandonato il ring con un palmares da professionista di 57 vittorie in 59 incontri, come allenatore è stato a lungo Commissario tecnico della nazionale italiana di pugilato, ottenendo il grande risultato – tra i molti altri successi conseguiti – di ben 5 medaglie d’oro, 2 d’argento e 2 di bronzo ai Giochi del Mediterraneo di Bari (1997). Molto attivo anche al di fuori del ring, Oliva si è distinto per il recupero di giovani atleti dalle possibili devianze sociali e dal consumo di sostanze stupefacenti: un’attività che, molto spesso, l’ha portato nelle scuole e nelle università a parlare del profilo più nobile dello sport, del suo aspetto aggregante, formativo ed educativo anche in assenza di risultati, vittorie e profitti.

La laurea Honoris Causa a Patrizio Oliva venne proposta dal prof. Pietro Mango il 7 settembre 2016, ecco perché sarà lui – pur non essendo più in servizio – a motivarla accademicamente, di fronte al “neo dottor Patrizio Oliva”. In seguito alla proposta del prof. Mango, prima il Consiglio del Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale (29 marzo 2018) e poi il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (18 dicembre 2018) si sono espressi favorevolmente. Di seguito un breve passaggio della laudatio: «Patrizio Oliva coltivava la sua passione per il pugilato e per il suo mito Cassius Clay (poi conosciuto come Muhammad Alì, a seguito della sua conversione all’Islam). Osservando in televisione i suoi incontri, ne registrò mentalmente ogni movimento caratteristico, riproducendone tutte le qualità: leggerezza, velocità, mobilità, astuzia, prontezza di riflessi, potenza. Iniziò ad allenarsi da solo, imitando i colpi di Alì davanti allo specchio della camera dei genitori e sul suo primo ring: il balconcino della casa popolare in cui abitava con la famiglia. Qualche anno dopo, sarà molto chiaro come la boxe di Patrizio Oliva sia stata ispirata dallo stile di Alì: sul ring già si muove elegantemente, con gesti raffinati e stupisce per il suo gioco di gambe».

«Una cerimoniaaggiunge infine il prof. Lorenzo Lo Muzio, direttore del Dipartimento Medicina Clinica e Sperimentalein cui saranno al centro i valori dello sport, perché Patrizio Oliva ha segnato gran parte della sua vita a coltivare il rispetto verso gli avversari coniugandolo, però, all’agonismo del campione che intende conseguire risultati importanti, a loro modo storici. La sua vita è un esempio di come lo sport possa essere uno dei più efficaci mezzi di inclusione e aggregazione per i ragazzi, soprattutto per quelli cresciuti in un ambiente povero e governato, direttamente o indirettamente, dalla criminalità. Lo sport può salvare i giovani dalla strada».

Programma:

  • Saluti isituzionali
    prof. Maurizio Ricci, Magnifico Rettore Università di Foggia
  • Introduzione
    prof. Lorenzo Lo Muzio, Direttore del Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale
  • Laudatio
    prof. Pietro Mango, già docente dell'Università di Foggia
  • Lectio magistralis
    dott. Patrizio Oliva
La notizia
Patrizio Oliva

«Per il profilo agonistico che ne ha caratterizzato la carriera in ambito nazionale e internazionale; per il notevole contributo reso allo sport sia come atleta che come allenatore; quindi per l’importante impegno profuso in favore dei giovani socialmente a rischio». Questa la motivazione alla base dell’autorizzazione ufficiale, rilasciata dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, al conferimento della laurea honoris causa in Scienze e tecniche delle attività motorie preventive e adattate (Classe LM-67) all’ex pugile Patrizio Oliva.

Proposta dal prof. Pietro Mango (in qualità di professore associato di Metodi e didattiche delle attività sportive), il conferimento della laurea honoris causa a Patrizio Oliva ha osservato il consueto iter accademico e amministrativo, venendo approvata prima dal consiglio del Dipartimento di Medicina clinica e sperimentale nella seduta del 29 marzo 2018, e successivamente dal Senato accademico dell’Università di Foggia l’11 aprile 2018. Infine, lo scorso 18 dicembre, il decisivo pronunciamento del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

Dunque Patrizio Oliva sarà dottore in Scienze e tecniche delle attività motorie preventive e adattate, la stessa laurea conseguita dall’ex calciatore e oggi allenatore Antonio Conte (che però ha compiuto regolare carriera universitaria, laureandosi all’Università di Foggia il 23 ottobre 2008 con valutazione finale di 110 e Lode).

Cavaliere dell’Ordine di Malta e Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana, Patrizio Oliva è stato soprattutto un grande pugile: probabilmente uno dei più grandi nella storia della boxe italiana. Dopo una brillante carriera da dilettante culminata nel titolo europeo della categoria “Leggeri” (1978), due anni dopo ha conquistato la medaglia d’oro e il titolo di campione olimpionico a Mosca (1980) della categoria “Superleggeri”. Diventato pugile professionista, dopo aver conseguito 93 vittorie in 96 incontri Patrizio Oliva è stato anche campione europeo (1983) della categoria “Superleggeri”, quindi campione del mondo (1986) della categoria “Superleggeri” e, infine, campione europeo (1990) della categoria “Welter”. Abbandonato il ring con un palmares da professionista di 57 vittorie in 59 incontri, come allenatore è stato a lungo Commissario tecnico della nazionale italiana di pugilato, ottenendo il grande risultato – tra i molti altri successi conseguiti – di ben 5 medaglie d’oro, 2 d’argento e 2 di bronzo ai Giochi del Mediterraneo di Bari (1997). Molto attivo anche al di fuori del ring, Oliva si è distinto per il recupero di giovani atleti dalle possibili devianze sociali e dal consumo di sostanze stupefacenti: un’attività che, molto spesso, l’ha portato nelle scuole e nelle università a parlare del profilo più nobile dello sport, del suo aspetto aggregante, formativo ed educativo anche in assenza di risultati, vittorie e profitti.

«Sarà un’importante occasione di confronto anche per i nostri studentispiega il prof. Lorenzo Lo Muzio, direttore del Dipartimento Medicina clinica e sperimentale una giornata in cui saranno al centro i valori dello sport e la sua straordinaria forza rivoluzionaria, ovviamente intesa in senso positivo. Gli studenti in “Scienze e tecniche delle attività motorie preventive e adattate” saranno contenti di ascoltare, dalla viva voce di un campione come Patrizio Oliva, la testimonianza di chi ha inseguito un sogno fino a raggiungerlo, fino a realizzarlo. L’amore per lo sport ha segnato gran parte della sua vita, ma altrettanto lodevole è stato il suo impegno sociale concretizzatosi nel recupero di ragazzi difficili attraverso la boxe e lo sport in genere, dimostrazione concreta dell’amore per la sua terra. La sua vita è un esempio di come lo sport possa essere uno dei più efficaci mezzi di inclusione e aggregazione per i ragazzi, soprattutto per quelli che sono cresciuti in un ambiente povero e governato, direttamente o indirettamente, dalla criminalità. Lo sport e la cultura possono salvare i giovani dalla strada».

Resta da stabilire, insieme al neo laureato dell’Università di Foggia, la data della cerimonia del conferimento, che potrebbe verosimilmente avvenire entro la prossima primavera.

«Abbiamo fatto diversi investimenti per il corso di laurea in “Scienze e tecniche delle attività motorie preventive e adattate”, a cominciare dalla ristrutturazione dei luoghi in cui lezioni e attività si tengono ogni giorno. Abbiamo investito risorse che forse mai prima erano state investite, a conferma del fatto che abbiamo compreso pienamente le potenzialità di un corso di laurea che attrae studenti anche da altre regioni italiane - aggiunge il Rettore dell’Università di Foggia, prof. Maurizio Ricci -. La giornata con Patrizio Oliva rientra in una serie di iniziative collaterali a questo impegno, nella speranza che questo corso possa essere definitivamente valorizzato, come merita, anche dalle istituzioni locali e territoriali: “Scienze e tecniche delle attività motorie preventive e adattate” è un corso di laurea che non tutte le università possono vantare di avere, rappresenta dunque una prerogativa che dev’essere sfruttata al meglio anche dalla componente sociale che circonda l’istituzione accademica. Il nostro impegno, a sostegno di questo corso, è dimostrato dalle molte iniziative, come il riconoscimento della doppia carriera Studente/Atleta che consente a diversi universitari, per la più parte iscritti proprio a “Scienze motorie”, di continuare a coltivare anche a livello agonistico gli sforzi e gli impegni che profondono nello sport senza per questo dover rinunciare al loro desiderio di studio».