Open Access

L’Università di Foggia fa propri i principi dell’accesso pieno e aperto alla letteratura scientifica e promuove la libera disseminazione in rete dei risultati delle ricerche prodotte in Ateneo per assicurarne la più ampia diffusione possibile (art. 3, comma 6 dello Statuto)

Open Access(OA) significa accesso libero e immediato ai risultati e ai dati della ricerca. Il principio è che i risultati delle ricerche finanziate con fondi pubblici devono essere pubblicamente disponibili.I vantaggi per gli autori che depositano i loro contributi in Open Access sono molteplici, in primis una rapida e ampia diffusione dei risultati della propria ricerca: rapida perché non si devono aspettare i tempi di pubblicazione tipici della stampa; ampia perché il contributo è accessibile in un ambiente digitale, diffuso a livello internazionale, con un conseguente aumento della sua visibilità e del grado d'impatto. Più infatti un articolo è liberamente scaricabile, più facilmente potrà essere letto e citato. Naturalmente, la maggiore visibilità della produzione scientifica garantita dall’OA costituisce un innegabile vantaggio anche per l’Ateneo, in quanto l’archivio istituzionale OA risponde ai criteri di trasparenza previsti dalla legge e rende disponibili i dati in formato aperto. Nell’Archivio istituzionale dell’Università di Foggia, denominato FAIR (Foggia Archivio istituzionale della Ricerca), si è recentemente provveduto a depositare in OA le tesi di dottorato dell’Ateneo, così come previsto dalla normativa nazionale. Inoltre, l’archivio istituzionale OA è una vetrina internazionale per la produzione dei propri docenti/ricercatori, fornisce un unico punto di accesso all’intera produzione dell’Ateneo e raccoglie e conserva l’intera produzione scientifica dei propri docenti/ricercatori.

Esistono due vie all’Open Access:

  1. Green road:

prevede che l’autore depositi la versione finale del lavoro (già pubblicato su riviste/sedi editoriali tradizionali) in Archivi Aperti, in accordo con le politiche di copyrightdegli editori, con due enormi vantaggi:

  • si continua a pubblicare sulle riviste/sedi editoriali di riferimento – con particolare riguardo ai criteri di valutazione in uso – e poi si deposita la versione consentita, che circola di più e consente di ottenere visibilità e riconoscimento;
  • è fattibile subito, a costo zero.

2. Gold road:

  • prevede che l’autore pubblichi in riviste OA (l’elenco si trova in DOAJ – Directory of Open Access Journals) o pubblichi volumi OA (l’elenco, anche per editore, si trova in DOAB – Directory of Open Access Books), che garantiscono la peer review, gratuite per l'utilizzatore.

Inoltre, numerosi enti sovvenzionatori della ricerca, sia pubblici sia privati, impongono oggi agli studiosi che hanno ottenuto finanziamenti di rendere liberamente accessibili in rete i risultati della ricerca.

Nel mese di giugno 2016, il Senato Accademico ha approvato la Policy e il Regolamento di Ateneo sull'Open Access (OA), frutto del lavoro svolto dal Gruppo presieduto dal Delegato del Rettore al Sistema Bibliotecario prof. Sebastiano Valerio e così composto:

  • Maurizio Quinto, delegato del Rettore al Sistema informativo e innovazione tecnologica;
  • Gianpaolo Maria Ruotolo, Dipartimento di Giurisprudenza;
  • Valeria Puccini (responsabile settore OA), Isabella Tammone, Graziano Barca e Matteo Rinaldi (Area Biblioteche);
  • Danilo De Rogatis e Federico Bovi (Area Sistemi Informativi e Innovazione Tecnologica);
  • Giovanni Lovallo e Pierluigi Centola (Area Ricerca e Relazioni Internazionali);
  • Antonio Formato e Maria Concetta Di Lorenzo (Area Didattica, Servizi agli Studenti e Alta Formazione).
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